Caratteristiche fisiche
Se
si osserva una fibra di lana al microscopio si può notare come assomigli a una
pigna. La sua struttura esterna infatti è un rivestimento di scaglie
sovrapposte fra loro come le tegole di un tetto, fatte di una sostanza proteica
detta cheratina. Quasi la stessa sostanza presente anche nei capelli e nelle
unghie.
Sotto il rivestimento esterno le cellule formano una struttura detta a mattoni e
calce, perchè ricorda molto da vicino quella dei muri. Struttura che rende la
fibra molto robusta. Alcune lane di minor finezza, oltre alla cuticola esterna e
alla corteccia interna, contengono un midollo centrale molto poroso; la fibra
che ne risulta è più leggera e assai più gonfia.
La lana è la fibra più igroscopica che esista, è cioè in grado di assorbire
vapore acqueo fino a un terzo del suo peso senza dare la sensazione di bagnato.
Questo succede perchè la fibra è composta di aminoacidi in grado di attrarre e
incorporare molecole di acqua nella struttura della fibra stessa, a differenza
per esempio della spugna, che ha un assorbimento di natura capillare.
Quindi in caso di clima umido o di intensa sudorazione, la lana attiva un
processo di traspirazione per cui assorbe l'umidità e la restituisce
all'ambiente.
Così un tappeto o una moquette di lana possono servire a regolare l'umidità di
una stanza e a prevenire che l'umidità di bagni, lavaggi e cotture deteriori la
tappezzeria o l'arredamento; un capo di abbigliamento in lana assorbe
momentaneamente il sudore e poi lo trasferisce all'esterno, fornendo così una
termoregolazione.
Allo stesso modo un cappotto di lana, esposto a temperature fredde, comincia ad
assorbire umidità e anzichè raffreddarsi aumenta di 2-3 gradi la sua
temperatura: questa reazione ritarda fino a 4 ore il raffreddamento del tessuto,
dando modo al corpo umano di adattarsi gradualmente alla nuova situazione
ambientale.
Visto che la lana ha un potere di assorbimento così elevato, perchè non ci
sono, per esempio, asciugamani di lana? Semplice: la lana assorbe il vapore
acqueo, ma non l'acqua e quindi è idrorepellente. La materia cerosa e grassa
che riveste le fibre e che non viene eliminata neppure dai solventi usati nel
lavaggio a secco, rende la lana repellente ai liquidi.
La lana si rivela più resistente allo sporco, soprattutto alla polvere. Ciò è
dovuto alla sua scarsa elettricità statica: cioè ne accumula poca e di
conseguenza attira poca polvere. Questa qualità della lana si può constatare
ogni volta che si passa l'aspirapolvere sul tappeto o sulla moquette. Sono
proprio le scaglie che rivestono le fibre di lana a impedire che la polvere
penetri a fondo: un trucchetto che serve alla pecora per non sporcare il suo
pelo e agli esseri umani per rimuovere la polvere in fretta, con un semplice
aspirapolvere.
Ma la principale caratteristica della lana è quella di tenere caldo, cioè di
avere un elevato potere di isolamento termico. Ma, qui sta la straordinaria
qualità della lana: l'isolamento è possibile sia contro il freddo che contro
il caldo.
I beduini del deserto sopportano di giorno le temperature più elevate del mondo
e di notte il freddo del deserto proteggendosi con un barracano di lana. E le
pecore, poverine, non sentono caldo, così avvolte come sono da chili di lana?
Pare di no. Basti pensare che, per un esperimento, alcune pecore vennero coperte
con mantelli neri, sotto un sole cocente e temperature che sfioravano i 100
gradi. Eppure nessuna di loro mostrò il benchè minimo segno di cedimento.

L'isolamento termico di un tessuto è in sostanza la quantità di aria che le
sue fibre riescono ad intrappolare: più aria catturano, maggiore è il potere
isolante. Mediamente un tessuto per l'abbigliamento si compone per tre quarti di
aria e per un quarto di fibra, mentre in una coperta di lana si trova solo un 10
per cento di fibra contro un 90 per cento di aria.
Le scaglie della lana danno alla fibra una certa ruvidezza e con i loro
interstizi ne aumentano la superficie. Il risultato è che le fibre di lana
riescono a immagazzinare e a trattenere una maggiore quantità di aria. Ecco
spiegata l'indifferenza delle pecore al caldo come al freddo e la preferenza
degli uomini del deserto per gli indumenti di lana.
C'è anche da dire che la lana possiede un elevato potere ignifugo: prende fuoco
con difficoltà, non propaga la fiamma, sviluppa poco calore e poco fumo. Ma
soprattutto non si scioglie, evitando così pericolose ustioni da materiale
incandescente.
Per questo motivo sono in genere di lana i tessuti d'arredamento che rivestono
aerei, treni, pullman, cinema e locali pubblici.
La resilienza, ossia la capacità che ha la lana di ritornare allo stato
originario anche dopo una pressione prolungata, la si può constatare osservando
come l'impronta di un grosso mobile sulla moquette scomparirà poche ore dopo
che lo si è spostato. Così pure non occorre fare molta fatica per stirare un
capo di lana. Quando viene a contatto con il calore, e in special modo con
l'umidità del vapore, la cheratina contenuta nella lana subisce dei mutamenti
chimici, diventa più facilmente deformabile e dunque più docile alla
stiratura. Non appena cessa l'azione del vapore i legami chimici si
ricostituiscono e il tessuto assume la posizionatura data con il ferro da stiro.