|
Home
Il
progetto
Rorà
La
scuola di artigianato
La
lana
Razze
ovine autoctone
Caratteristiche
fisiche
Il
feltro e i manufatti
La
tarma
La
nostra storia...
Il
marchio
Realtà
al margine
Microeconomia montana
Incontri,
corsi e fiere
Amici
Contatti
| |

La lana: una materia prima
rinnovabile e preziosa
Attualmente la lana locale è considerata
uno scarto di difficile smaltimento o un prodotto di scarso (per non dire nullo)
valore commerciale.
 |
 |
| Aprile 2005: Cumiana (TO), tosatura
primaverile |
Settembre 2005: Malciaussia (TO), tosatura
autunnale |
La tosatura è però un passaggio indispensabile dell'allevamento ovino, viene
effettuata solo per necessità e non per il valore intrinseco della lana; di
conseguenza si cerca di ridurre al massimo i costi e velocizzare i tempi.
Numerosi allevatori (soprattutto aziende medio - piccole) preferiscono aiutarsi
a vicenda durante l'operazione di tosatura, piuttosto che affidarsi a un
professionista.
La tosatura avviene di solito fra gennaio e febbraio. In questo periodo, dopo un
inverno trascorso nelle stalle, gli animali hanno velli particolarmente succidi
(paglia, escrementi) e gli allevatori hanno un periodo tranquillo di lavoro per
dedicarsi a questo impegno poco redditizio.
Per un migliore e più facile utilizzo della lana i velli andrebbero divisi in:
- agnelli e adulti
- bianchi e colorati
- sani e con difetti
Dovrebbero venire scartate tutte le parti qualitativamente scadenti e i velli
essere piegati secondo una piegatura internazionale.
Purtroppo tutte queste operazioni non vengono effettuate e la lana succida,
ammucchiata disordinatamente in sacchi perde qualsiasi valore di mercato.
Per questi motivi anche le industrie che potrebbero essere interessate a partite
di lana locale non ne fanno più richiesta.
Il lavaggio della lana succida avviene solo per grossi quantitativi a livello
industriale. In Italia ci sono ormai poche realtà disposte a lavare
quantitativi inferiori ai cinquecento chili.
Per uso personale è possibile lavare quantità minime direttamente in una vasca
all'aperto.
L'operazione manuale di lavaggio è abbastanza facile, richiede solo tempo,
tanta acqua e spazi adeguati ( per l'asciugatura). Inoltre, senza i dovuti
filtri, c'è il problema (dipende quanta lana viene lavata) dell'inquinamento
delle acque: fanghi e lanolina. Attenzione agli scarichi!
Per la cardatura in fogli ci sono ancora alcune aziende disposte a cardare
piccoli quantitativi. Dopo la cardatura la lana può essere sottoposta a
svariate lavorazioni.
In Val Pellice non c'è più una significativa realtà di lavorazione della lana
locale, ma c' è un feltrificio funzionante che anche se ormai acquista lana
importata già lavata è interessato alla questione.
Al momento laviamo circa un centinaio di chili
di lana. Cerchiamo allevamenti che non usino pesticidi e sostanze tossiche e che
seguano dei criteri di tipo biologico. Per quanto gli allevatori da cui ci
forniamo tosino in maniera più attenta, la lana è comunque molto sporca. Il
lavaggio lo facciamo con acqua di torrente, il lavoro più lungo non è
eliminare il grasso (con L'acqua fredda si scioglie appena un po'), ma tutta la
paglia, erbe varie, escrementi…
La lana bagnata è molto pesante! Bisogna stenderla all'ombra (meglio) e
lasciarla asciugare muovendola alcune volte. Se il clima è favorevole nel giro
di tre giorni è perfettamente asciutta. Una volta asciutta la portiamo a
cardare presso un materassaio di fiducia (essenziale se si vuole essere certi di
riavere la propria lana). Per problemi di trasporto facciamo cardare circa venti
- trenta chili alla volta. Dopo l'operazione di cardatura la lana può essere
utilizzata per svariati impieghi.
Con un po' di fantasia si possono creare tessuti, filati, trapunte, oggetti
d'arredamento… o magari utilizzarla in maniera insolita e originale per chissà
quale scopo!
Diversamente anche l'industria può offrire delle interessanti lavorazioni.
Potrebbe essere utile un' interazione fra produzione industriale e lavorazione
artistico - artigianale. Attualmente noi abbiamo una piccola collaborazione con
il feltrificio "Nuova Crumière" di Villar Pellice per la
realizzazione di tappeti in feltro agugliato con lana di razza sambucana.
Filiamo con l'arcolaio e il fuso, ma la lavorazione è molto lunga e perciò
poco remunerativa; si fila soprattutto per uso personale e per promuovere e
tramandare quest'arte tra i più giovani.
Il feltro invece è più immediato come realizzazione e ultimamente è anche di
moda; attraverso questa lavorazione si possono ottenere numerosi manufatti:
cappelli, calzature, borse, pupazzi, tappeti, oggetti di arredamento, ornamenti
per il corpo…
Noi utilizziamo acqua calda e sapone di Marsiglia; la tecnica è semplice e non
richiede attrezzature specifiche.
Anche i bambini e gli anziani possono facilmente realizzare delle pezze; si
sviluppa una buona manualità e si utilizza prevalentemente il tatto. Per questo
motivo l'attività può essere a carattere didattico - ricreativo.
 |
 |
La lana può essere tinta sia prima sia dopo l'operazione di infeltrimento, con
tinture chimiche o naturali.
Noi tingiamo con le erbe e le piante presenti sul territorio.
La nostra lavorazione ci permette di inserire i manufatti tra i prodotti
naturali, non trattati, all'interno di fiere e mostre del biologico.
|